Libro sulle dark rides: "Scary Dark Rides"

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Fito
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Libro sulle dark rides: "Scary Dark Rides"

Messaggio da Fito » 26 febbraio 2008, 21:46

Dopo una lunga riflessione, tento di imbastire una piccola recensione di un libro letto recentemente. Un libro sulle Dark Ride. Anzi, IL libro sulle Dark Ride, come si premura di farci sapere l'autore.

Una lunga riflessione perchè, a conti fatti, il mio parere è del tutto contrario a quelle due o tre recensioni che ho trovato spulciando in rete; un parere tutt'altro che positivo. Ma tant'è: ripensando ai soldi spesi, che potevano essere investiti molto meglio (tipo chessò, una fornitura di grattaschiena per un anno) ho deciso di esporre comunque le mie idee.

Iniziamo evidenziando il fatto che il libro non è una vera e propria pubblicazione, ma è reperibile solamente su Lulu e sul sito dell'autore (che evidentemente ne ha fatta stampare una partita sperando di utilizzarlo come oggetto da barattare per pagare la spesa e l'idraulico, nonchè utilizzarlo come simpatico omaggio natalizio per i parenti). Lulu, per chi non lo sapesse, è un libro che permette di autopubblicare le proprie creazioni (limitatamente al sito o registrandole ottenendo quindi un codice ISBN ufficiale), nel caso ci si voglia togliere la soddisfazione di avere una copia stampata di un proprio scritto, pubblicare qualcosa senza passare per intermediari o si sia convinti di avere per le mani un bestseller nonostante anche la casa editrice sotto casa vostra, che pubblica solamente guide per la derattizzazione, si sia rifiutata di dargli una chance. O, non ultimo, nel caso quello che avete scritto sia talmente ridicolo che vi vergognate di presentarlo (tipo una raccolta delle migliori frasi della nonna. E purtroppo non scherzo).

Il fatto che Lulu permetta a chiunque di pubblicare più o meno qualsiasi cosa non significa però che ci sia solo fuffa; parlando di tomi sui parchi, ad esempio, si distinguono l'interessante "The Disneylands That Never Were" ed il devastante "Liars Guide To Disneyland" (del quale parlerò, oh se ne parlerò). Però, ovviamente, bisogna stare attenti a quello che si ordina.
Confortato dalle recensioni e dai pareri riportati nella scheda del libro oggetto del thread, decido quindi di ordinarlo ed aspetto trepidante il suo arrivo.

Ora, saltando avanti: una prefazione scritta da un amico/collega dell'autore ci informa del fatto che l'autore (tal Dough Higley), per chi non lo conoscesse (io, ad esempio) è stato un punto fermo nel panorama dell'amusement americano, nonchè del giornalismo sull'argomento. Ed altre cose più o meno interessanti, più o meno celebrative.
Torniamo di nuovo indietro: arriva il pacco con il libro. Tutto contento apro e, come sono solito fare, inizio a sfogliare il libro leggendo un paio di paragrafi a caso, prima di iniziare la lettura vera e propria.
E qui, inizialmente, maledico Lulu. Penso "ecco, maledetta stampa poco professionale, guarda che casino". Penso che qualche addetto abbia fatto le ore piccole ed abbia sbagliato qualcosa nella procedura di stampa, piazzando righe e pagine a casaccio.
Poi ricordo che su Lulu il layout è gestito completamente dall'autore. E controllo meglio. Lo scritto, in effetti, sembra seguire il filo.
Prendo quindi atto che l'autore, pietra miliare del giornalismo sull'Amusement, non ha la minima idea di cosa significhi "giustificare" un paragrafo. O di come numerare le pagine. O, se è per questo, di come formattare il testo in modo sensato e dividerlo in capitoli. Ah, già: e di come evitare errori grammaticali.
Nelle prime pagine, l'autore ci tiene però a precisare che questa è la nona ristampa del libro, e che le altre otto (ottenute da un originale battuto a macchina) sono andate tutte esaurite. E che poi è arrivato in casa sua un computer, e quindi lui ha fatto un minuzioso lavoro per rieditare il tutto in un formato migliore. Credo quindi che eviterò di cercare le edizioni originali.
A questo punto qualcosa non quadra: richiudo il tutto e controllo la retrocopertina.
Estratti di recensioni entusiastiche. Commenti di appassionati ed addetti ai lavori. Dipendenti della Sally. Perfino Tony Baxter!
Penso allora che fin da piccoli ci han sempre insegnato che l'apparenza inganna, quindi mi convinco che il contenuto sia quello che conta realmente, e che la realizzazione grafica non lo rispecchi affatto.
O che tutti i guru riportati in quarta copertina non avessero il coraggio di spiattellare l'amara verità in faccia all'autore.

Inizio a leggere. E già, da "This is the little known and highly entertaining story of the amusement rides that everybody loves but knows nothing about" (come pubblicizzato su Lulu e sul sito dell'autore" il libro diventa "a late summer chat on the porch of a countryside house with a favourite uncle", visto che l'autore precisa di non voler fare un resoconto dettagliato sulla storia delle dark ride, ma piuttosto far entrare il lettore nello spirito del tempo. Che sarebbe comunque un'ottima idea. Peccato che, a conti fatti, questa storia si riveli in realtà l'accennare a due fatti storici in croce ("ehi, sapete, le prime ride erano le Pretzel". Punto.), mescolati a ricordi personali (carini, ma la maggior parte senza un significato preciso) ed a grosse rivelazioni sconosciute a tutti, come "la Disney ce l'ha grosso e fa le darc raid fighe" e "ma lo sapete che agli iuniversal c'è spaidermen treddì che è proprio bello?". Senza contare qualche (grossa) caduta di stile ("Being really scared is being a Jew in Nazi Germany in 1942...or an American pilot being hauled through the streets of Iran by a rope". Ottimi esempi, davvero) e il fatto che il tutto compone una lettura che dura più o meno un paio d'ore scarse (per i più lenti).

Ed alla fine, quegli entusiastici commenti riportati in quarta copertina diventano ancora più incomprensibili.
In conclusione, direi che (personalmente, ci mancherebbe) non consiglierei questo "libro" nemmeno al più curioso appassionato di Dark Ride. Piuttosto, se proprio volete spendere 12€ (più spese) ed apprendere di più sulla storia delle Dark Ride, direi di acquistare i grattaschiena nominati in apertura ed utilizzarli durante la lettura dell'ottimo LaffInTheDark, completo, gratuito e superiore al "libro" in qualunque ambito, compreso quello dell'immedesimazione, gettando così alle ortiche anche il proposito del "narrare storie di vita vissuta".

Ovviamente, questa è solo la mia opinione :wink: .
Mantra del 25 Aprile: "Qui c'è troppa coda dai, proviamone un'altra".

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